Ogni giorno la donna consegnava al postino una lettera con lo stesso indirizzo, ma non riceveva mai risposta: il postino decise di scoprire cosa stesse succedendo e venne alla luce qualcosa di inaspettato…

Il postino era abituato al suo giro mattutino. Tra tutti gli indirizzi, ce n’era sempre uno che gli suscitava un sentimento particolare: la casa di un’anziana signora che viveva sola in un piccolo appartamento al piano terra. Ogni giorno lo accoglieva con una busta in mano, accuratamente indirizzata sempre allo stesso destinatario. Lo stesso nome, la stessa via, la stessa città.

— Buongiorno, — diceva lei con un cenno.

— Buongiorno, — rispondeva lui, allungando la mano per prendere la lettera.

— Non si perderà, vero? — chiedeva lei ogni volta.

— Non si perderà, — annuiva lui, come sempre.

Un giorno, vincendo l’esitazione, le fece una domanda.

— Mi scusi… ma le arrivano mai delle risposte da lui?

La donna strinse al petto il foglio piegato, come se temesse che glielo portasse via.

— No, non arrivano. — Abbassò lo sguardo.

— Forse… è molto impegnato?

— Forse, — disse lei, con un sorriso triste. — Mio figlio è sempre stato un bravo ragazzo. Se potesse, risponderebbe di sicuro.

Il postino avvertì un senso di disagio. Ogni giorno una lettera. Ogni giorno nessuna risposta.

— Mi perdoni… — sussurrò, — ma posso chiederle perché scrive così spesso?

La donna sospirò profondamente.

— Perché altrimenti dimenticherei la sua voce. Il suo sorriso. In queste lettere parlo con lui, come una volta.

Quella sera, sopraffatto dalla curiosità e dall’angoscia, il postino decise di andare all’indirizzo a cui spediva sempre le lettere. E lì scoprì qualcosa di doloroso e inaspettato.

Scoprì che la persona a cui erano destinate era morta molti anni prima.

Il giorno dopo era di nuovo davanti alla porta dell’anziana signora.

— Buongiorno. — Lei gli sorrise, porgendogli una nuova lettera.

— Sono stato lì, — disse lui con fatica, cercando le parole. — Devo dirle la verità.

La donna lo guardò con calma.

— Suo figlio… è morto, — mormorò il postino.

— Lo so, — annuì lei piano. — Lo so già da molto tempo.

Lui rimase senza parole.

— Ma allora… perché tutte queste lettere?

La donna lo fissò dolcemente.

— Lei ha mai perso la persona più importante della sua vita? — chiese con una voce così tenera che lui quasi trattenne il respiro. — Se smetto di scrivere, allora dovrò accettare che non c’è più. E io… non sono pronta.

Lui rimase in silenzio. Poi disse timidamente:

— Posso venire da lei. Posso ascoltarla, se ha voglia di raccontarmi qualcosa.

La donna lo guardò sorpresa — e per la prima volta dopo tanto tempo sorrise sinceramente.

— Grazie. Lei è una persona molto gentile.

Da quel momento, il postino non prese più in consegna le sue lettere. Ma ogni giorno tornava da lei — solo per ascoltare le sue storie. E in quei racconti, suo figlio era ancora vivo.

Ogni giorno la donna consegnava al postino una lettera con lo stesso indirizzo, ma non riceveva mai risposta: il postino decise di scoprire cosa stesse succedendo e venne alla luce qualcosa di inaspettato…

Il postino era abituato al suo giro mattutino. Tra tutti gli indirizzi, ce n’era sempre uno che gli suscitava un sentimento particolare: la casa di un’anziana signora che viveva sola in un piccolo appartamento al piano terra. Ogni giorno lo accoglieva con una busta in mano, accuratamente indirizzata sempre allo stesso destinatario. Lo stesso nome, la stessa via, la stessa città.

— Buongiorno, — diceva lei con un cenno.

— Buongiorno, — rispondeva lui, allungando la mano per prendere la lettera.

— Non si perderà, vero? — chiedeva lei ogni volta.

— Non si perderà, — annuiva lui, come sempre.

Un giorno, vincendo l’esitazione, le fece una domanda.

— Mi scusi… ma le arrivano mai delle risposte da lui?

La donna strinse al petto il foglio piegato, come se temesse che glielo portasse via.

— No, non arrivano. — Abbassò lo sguardo.

— Forse… è molto impegnato?

— Forse, — disse lei, con un sorriso triste. — Mio figlio è sempre stato un bravo ragazzo. Se potesse, risponderebbe di sicuro.

Il postino avvertì un senso di disagio. Ogni giorno una lettera. Ogni giorno nessuna risposta.

— Mi perdoni… — sussurrò, — ma posso chiederle perché scrive così spesso?

La donna sospirò profondamente.

— Perché altrimenti dimenticherei la sua voce. Il suo sorriso. In queste lettere parlo con lui, come una volta.

Quella sera, sopraffatto dalla curiosità e dall’angoscia, il postino decise di andare all’indirizzo a cui spediva sempre le lettere. E lì scoprì qualcosa di doloroso e inaspettato.👇 👇 Continua nel primo commento sotto la foto 👇👇

Ti è piaciuto l'articolo? Condividere con gli amici:
Notizie e fatti interessanti